BRUNO DI MARINO | IN ABSENTIA | LA DISSOLUZIONE DELLE IMMAGINI E L’ESTETICA DELL’IRRAPPRESENTABILE

AUDITORIUM
22 settembre 2019, 17:00

L’era artistico-mediatica che stiamo vivendo porta a compimento quel lungo processo di saturazione iconica che ha attraversato la vita culturale e sociale dell’Occidente. Ma se siamo circondati quotidianamente da miliardi di immagini è pur vero che, come ha scritto Paul Virilio, “l’arte non rende più visibile, ma acceca”. La ridondanza comporta inevitabilmente il suo contrario: ovvero la necessità di dissoluzione del visivo, fino all’astrazione, al non-visibile, a una rappresentazione senza immagini, dunque a una non-rappresentazione. Lo stesso atto di creazione, come ricorda Giorgio Agamben, sarebbe definibile per sottrazione, a partire paradossalmente dal potere che l’artista detiene di non creare pur avendone la possibilità (“potenza-di-non”).



Immagine: Hiroshi Sugimoto, Snow White, 2017

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