GABRIELE PERRETTA | SCRITTURE TIMICHE: PER UNA HEURESIS, OVVERO LA CONDOTTA DELLE PASSIONI VS – L’UMOROSCOPIO DI SEGNONLINE


SALA LETTURA
18 settembre 2019, 18:00

La scrittura è una sola. Cambia continuamente direzione. Non esistono incroci. Chi la percorre viene condotto più volte vicino all’heuresis: si giunge al centro soltanto attraverso strade timiche. Soltanto quando si è percorsa ogni timicità, il sentiero confluisce verso gli umori. Il timismo non è un dedalo in cui ci si perde. È una strada antropologico-mediale dell’umanità, molto più di una graziosa decorazione: è un’esperienza della vita. E chi si apre ad esso, chi lo osserva, lo percorre, lo segue scrivendo, lo sente, ne fa l’esperienza, scopre qualcosa di più, scopre che spesso la strada più arterata può essere la migliore. Scopre sé stesso.

A partire dagli anni ’80 si sono avvicendate in Italia e nel mondo diverse pratiche di scrittura di autori che, provenendo dalla letteratura e dalla critica, hanno elaborato opere utilizzando parole in forma di umoroscopio ovvero per il loro significato psicologico in relazione alla loro immagine, unitamente a immagini vere e proprie. La prima corrente internazionale è stata quella delle scritture timiche o timico-mediali. Gli autori di questa corrente intervengono sull’uso schizo della parola indagando aspetti sottesi al significato, ma più spesso modificando la parola sotto la spinta del suo significato storico-iconico. È abbastanza ovvio che questa lettura vuole semplicemente essere una piccola introduzione al laboratorio di Segnonline, una heuresis dei racconti lì pubblicati cercando di evidenziare che si tratta, a partire dalla poesia di un tentativo di opera totale, che non ha potuto essere altro che quella di finire, in quanto materia visiva, sulle pagine virtuali del flusso mediale e web.

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