JOAN FONTCUBERTA | POSTFOTOGRAFIA | L’IMMAGINE SMATERIALIZZATA

AUDITORIUM
26 aprile 2019, 18:00

Con i tentativi di conquistare la verità, il tempo e la memoria, la fotografia è erede della rivoluzione industriale e della cultura tecnico-scientifica del XIX secolo. I nostri genitori vedevano nella macchina fotografica uno strumento per immortalare ricordi familiari e fatti storici. Dobbiamo ora chiederci come sono le immagini che rispondono ai valori e ai bisogni del XXI secolo, come sono le immagini utilizzate dai nostri figli e, soprattutto, come sono e saranno quelle utilizzate dai nostri nipoti. Nel nuovo scenario della comunicazione visiva, irrompe la post-fotografia. Le immagini post-fotografiche non sono più concepite come un registro o una prova se non piuttosto come elementi di linguaggio naturale. Scattiamo foto per condividerle, per esprimere dei messaggi, per divertirci, per autoaffermarci.

Una delle condizioni della post-fotografia è la smaterializzazione delle immagini, con la conseguenza della loro circolazione fluida e vertiginosa. L’immagine è priva di corpo e il suo corpo è ciò che per millenni è stato responsabile di canalizzare valori magici e poteri totemici. Questa sensazione di perdita spinge molti artisti verso un’archeologia della fotografia, ad un inventario dei suoi resti, ad un’esaltazione melanconica delle sue rovine.    

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