RUTH BERAHA
I’ll tell you the story i know
2021

Questo audio descrive l’opera I’ll tell you the story I know (2021) di Ruth Beraha, tra le quattro selezionate per il percorso sensoriale della mostra RETROFUTURO rivolto a un pubblico di persone cieche e nato dalla collaborazione tra il Dipartimento per l’Educazione Preventiva e il corso-laboratorio Didattica museale. Questa narrazione si basa sull’attivazione delle percezioni sensoriali come base principale di comunicazione.

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MISURE: lunghezza 1,30m, diametro maggiore 50cm, diametro minore 14cm, altezza da terra 1,30m, lunghezza cinghie in pelle 65cm.

 

MATERIALI: Alluminio, specchio-spia, pelle, cuffie, lettore mp3, traccia audio.

 

SCHEDA DESCRITTIVA-TATTILE: L’opera è costituita da un grande cono, che nella forma semplificata ricorda un megafono antico. Questo elemento, realizzato in acciaio opaco con la superficie completamente liscia, è lungo circa 1,30 m ed è disposto orizzontalmente. Nella base maggiore, il cui diametro è di circa 50 cm, è inserito uno specchio che aderisce alla struttura circolare. A questa estremità lateralmente sono fissate due cinghie di pelle, lunghe circa 65 cm l’una, che sostengono due cuffie acustiche nere. Nel lato opposto, il diametro dell’estremità si riduce fino a raggiungere la dimensione di appena 14 cm, e presenta al centro un piccolo foro di 3 cm. La struttura è sospesa a circa 1,30 m da terra tramite due cavi rigidi in acciaio, posti rispettivamente alle due estremità. Essa attualmente occupa la zona centrale della sala espositiva.

 

Il dispositivo audio dell’opera permette di ascoltare la registrazione di una voce femminile che impartisce ordini impersonando il ruolo di dominatrice e di inquisitrice, sforzando chi ascolta ad impersonare quello di sottomesso e/o inquisito.

 

Per attivare questa macchina sensoriale, incentrata sulla percezione visiva e uditiva, è necessaria la presenza di una coppia di fruitori. Il primo che, con il suo comportamento voyeuristico, spia dal piccolo foro l’altro che, inconsapevolmente osservato, mostra sul suo volto le reazioni stimolate dal racconto audio di cui è uditore, un’immagine che lui stesso può vedere riflessa nello specchio.