LAURA GRISI
Pollution 1972 – Per una nuova estetica dell’inquinamento
 

Nel 1972 in Piazza Santo Stefano a Bologna la Fondazione Iris Ceramica e il suo direttore artistico Gianni Sassi invitarono 26 artisti a partecipare alla mostra Pollution: un evento artistico volto a stimolare la riflessione e sensibilizzare il pubblico sul tema dell’inquinamento.

 

Per l’occasione, la Piazza viene pavimentata con superfici ceramiche 33x33cm che riproducevano ognuna una zolla di terra: la stessa immagine è anche la copertina del disco Pollution di Franco Battiato dello stesso anno, che sempre lì si esibirà il giorno di chiusura della mostra.

 

Su questo “campo artificiale”, gli artisti furono chiamati a proporre idee e modalità per la gestione di una “natura mutante”, deformata dall’inquinamento e dalle azioni dell’uomo.

 

Le basi teoriche del progetto espositivo muovevano dal dibattito intorno al modello capitalistico, dalla riflessione sulle conseguenze di un sistema malato e dalle prime consapevolezze che l’inquinamento stava scatenando.

 

Gianni Sassi chiamò a supporto dell’organizzazione gli storici dell’arte Daniela Palazzoli e Luca Maria Venturi e l’architetto Carlo Burkhart per soffermarsi su un particolare aspetto della discussione, quello riguardante l’imbroglio ecologico, a partire da uno schema teorizzato dallo stesso Sassi rispetto al quale chiesero agli artisti invitati di intervenire criticamente

Insieme ad Ableo, Vincenzo Agnetti, Agostino Bonalumi, Mario Ceroli, Federico Chiecchi, Lucio Del Pezzo, Amalia Del Ponte, Bruno Gambone, Piero Gilardi, Ugo La Pietra, Armando Marrocco, Mambor, Gino Marotta, Hidetoshi Nagasawa, Antonio Paradiso, Gianfranco Pardi, Claudio Parmiggiani, Andrea Raccagni, Piero Raffaelli, Gianni Ruffi, Gianni-Emilio Simonetti, Ufo e Concetto Pozzati partecipò al progetto anche Laura Grisi con Sound-Cassette (1971) nastri magnetici che raccolgono una serie di registrazioni sonore di diversi microsuoni della natura.



Il suono è impiegato come documentazione di una realtà fisica: gli elementi naturali sono esplorati tramite la registrazione di un particolare momento sonoro. La ricerca è uno studio sulle variazioni nella somiglianza e sui processi di misurazione matematica che presentano una costante e una variabile, in questo caso sulle minime differenze tra suoni prodotti da un medesimo elemento in condizioni diverse. 

 

La ricerca di Laura Grisi (Rodi, 1939 – Roma, 2017) è sfuggita alle categorie e definizioni del suo tempo. Sebbene il lavoro mostri una prossimità con le ricerche ottiche dell’arte cinetica, con la conformità alla società dei consumi tipica della Pop Art, con i materiali industriali e la geometria del minimalismo americano e con l’attitudine alla dematerializzazione dell’Arte Povera, si è tuttavia ricavato una posizione autonoma, il cui nomadismo è oggi al centro di una riscoperta, anche grazie a una serie di recenti mostre internazionali.

 

La mostra Cosmogonie, in corso fino al 25 agosto 2024, si muove attorno al lavoro di Laura Grisi, osservandolo da una prospettiva contemporanea, anche grazie all’accostamento con opere di artiste, quali Leonor Antunes, Nancy Holt e Liliane Lijn.