FRIEDL KUBELKA VOM GRÖLLER
I corti
Con Eva Sangiorgi

1 ottobre 2021, ore 18.30
#Polifonia

Questa è la prima serata di proiezioni organizzate nell’ambito della mostra Songs of Experience, un focus monografico dedicato all’opera di Friedl Kubelka vom Gröller, in cui la ricerca della fotografa e filmmaker austriaca si riflette e arricchisce nell’accostamento con le opere di Sophie Thun, Seiichi Furuya, Talia Chetrit e Philipp Fleischmann.

Oltre ai lavori fotografici di Kubelka, allestiti nella sala di POLIFONIA, la mostra include nel suo programma due serate in cui sarà proiettata una selezione di film realizzati dalla regista vom Gröller (pseudonimo con cui l’artista firma i suoi corti) dalla fine degli anni Sessanta ai Duemila. La filmografia dell’artista si dispiega infatti in un arco temporale frammentato, dai primi corti del 1968 all’incontro con il futuro marito Peter Kubelka e altri filmmaker d’avanguardia tra cui Jonas Mekas; dalle nuove opere degli anni Ottanta e Novanta, alla fondazione della Scuola per il Cinema Indipendente a Vienna nel 2006, fino ai film più recenti. Realizzati rigorosamente su pellicola, per la maggior parte in bianco e nero, senza sonoro e della durata di una singola bobina in 16 mm, i corti di vom Gröller sono quasi un prolungamento della sua vita e dei suoi incontri. «Quando filmo» confessa l’artista «arrivo precisamente al punto in cui ho paura che la mia coscienza vi si possa introdurre in ogni momento». 

 

I corti proiettati in questa prima serata saranno introdotti da Eva Sangiorgi, direttrice artistica della VIENNALE, il Festival Internazionale del Cinema di Vienna, membro di numerose giurie internazionali e coordinatrice del dipartimento di studi curatoriali sul cinema presso Elías Querejeta Zine Eskola (EQZE), San Sebastián.

 

La seconda serata di proiezioni è programmata per l’8 ottobre 2021, e sarà preceduta da un’introduzione della stessa Friedl Kubelka vom Gröller.

 

Le proiezioni si svolgeranno presso l’auditorium.
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

 

 

PROGRAMMA DELLA SERATA

 

Ore 18.30:

Introduzione di Eva Sangiorgi

A seguire, proiezione dei seguenti cortometraggi di Friedl Kubelka vom Gröller:

 

 

Erwin, Toni, Ilse, 1969
Film 16 mm, 9′

 

Friedl Kubelka gira Erwin, Toni, Ilse al termine dei suoi studi presso la Scuola di Arti Grafiche di Vienna, in un periodo in cui era molto influenzata dalla Nouvelle Vague. Anche se aveva già realizzato alcuni ritratti di suo fratello Toni e dell’amico Erwin, tuttavia è girando il ritratto di Ilse –  un’amica che aveva da poco tentato di togliersi la vita – che scopre nel medium del film un tipo di emozione differente. Come per le sue fotografie, l’artista inizia a filmare a distanza, per poi avvicinarsi progressivamente ai suoi soggetti. I ritratti sono ambientati lungo il Canale del Danubio e il fiume stesso, e la natura e la vita nei negozi o sulle banchine vanno a formare una sorta di trama secondaria. Non c’è alcun sonoro e la scansione delle scene è dettata dai movimenti di camera, i cui passaggi più bruschi e irregolari sono parte del film stesso. 

 

 

Graf Zokan (Franz West), 1969
Film 16 mm, 3′

 

Il film si compone di brevi montaggi che si alternano nel catturare l’ambientazione della scena e il soggetto del ritratto, l’artista austriaco Franz West (1947–2012), amico della regista. West è seduto a un tavolo e gioca con la macchina da presa, consapevole di essere ripreso. Quest’ultima tuttavia riesce a mostrare quello che solitamente è invisibile, tutta l’insicurezza del soggetto filmato.  

 

 

Peter Kubelka and Jonas Mekas, 1994
Film 16 mm, 2’30”

 

Questo film è un esempio di come negli anni Novanta Friedl Kubelka inizi a interagire direttamente con i soggetti dei suoi cortometraggi. L’artista trova degli stratagemmi per cogliere di sorpresa i suoi personaggi, per esplorare il loro carattere e la loro psiche, documentando così le reazioni spontanee, inaspettate delle persone riprese, e mostrando allo stesso tempo il suo rapporto con loro. In questo corto vediamo Friedl baciare Peter Kubelka, all’epoca suo marito, dopo un litigio che aveva preceduto le riprese, per cui non si erano parlati per tre giorni. Così l’artista descrive quel momento: «In realtà [il film] fu realizzato piuttosto a sangue freddo, perché, siccome io non lo facevo mai, Peter sentiva sempre di dover iniziare una riconciliazione – e aveva ragione. Così ho pensato, riconciliamoci davanti alla macchina da presa. Nel film, lo si vede rimettersi in ordine e farsi sempre più compiaciuto».

 

 

Untitled, 1981–2000
Film 16 mm, 5′

 

Questo film fu girato nel 1981 e montato nel 2000, con l’assistenza di Henny Fischer. Realizzato con uno stile documentario, si compone di due parti differenti: i ritratti di 186 uomini eseguiti dall’artista di fronte alle scale mobili della stazione di Francoforte; una scena di sesso tra un uomo e una donna mascherata in una camera dell’Hotel Orient, un noto albergo a ore.

 

 

Vue Tactile-Louvre, 2001
Film 16 mm, 3′

 

La macchina da presa segue il fotografo non vedente Evgen Bavčar mentre cammina, un pomeriggio, per il Louvre. In particolare, lo riprende mentre passeggia per un parco di sculture che ospita i duplicati di alcune opere appartenenti alla collezione del museo, che possono essere così esplorate col tatto.

 

 

Psychoanalyses without Ethics, 2005
Film 16 mm, 3′

 

Nel 1997 Friedl Kubelka si specializza in psicoanalisi, un aspetto della sua professione che esplora in alcuni film – che preferisce non mostrare in Austria – come Secret Identities of a Psychanalyst (1995–2005), My Psychoanalytic Notes (2012) e Psychoanalyses without Ethics (2005). Quest’ultimo è ambientato nello studio della Scuola di Cinema Indipendente, riallestito per le sedute psicanalitiche, e racconta il rapporto tra il medico e il suo paziente, in cui la regista prende il ruolo dell’analista.

 

 

Vue Tactile (Four Women), 2006
Film 16 mm, 3′

 

Il film mostra il fotografo non vedente Evgen Bavčar mentre esamina i corpi di quattro donne e si sofferma sulle espressioni, i gesti e le reazioni delle donne al suo tocco.

 

 

Photo session, 2010
Film 16 mm, 3′

 

In questo film sono presenti tutti i tratti caratteristici del lavoro di Kubelka: intimità, spontaneità e seduzione. Un uomo e una donna, la stessa Kubelka, si trovano in un interno. Sullo sfondo appare una terza figura che fotografa la coppia mentre la macchina da presa riprende la scena. Il film mostra la coppia dalla prospettiva del fotografo, seguendo l’uomo e la donna mentre si spostano dal divano a un vecchio balcone viennese, e poi dentro una stanza. Nella prima scena la donna sorprende l’uomo con un bacio, facendolo arrossire. Lo coglie di sorpresa di nuovo nella seconda scena. Nella terza scena invece la macchina da presa si sofferma su un uomo di spalle, seduto nella stanza.

 

 

La Cigarette, 2011
Film 16 mm, 3′

 

Quattro persone sono riunite attorno a un tavolo su cui siede una ragazza. Qualcuno fuori dall’inquadratura le accende una sigaretta. Lei la esamina velocemente, tira una boccata e la passa alle persone che le siedono attorno, che a loro volta fanno a turno per osservare e fumare la sigaretta. La ragazza si sdraia sul tavolo con gli occhi chiusi. I quattro personaggi attorno a lei la guardano e parlano tra loro. La ragazza è l’oggetto su cui lo spettatore è libero di proiettare le narrazioni e le biografie che più s’immagina su di lei. Inizia così un racconto sul film stesso, dove associazioni e idee si rispecchiano e moltiplicano negli sguardi del gruppo.    

 

 

NEC SPE, NEC METU, 2013 OK
Film 16 mm, 3′

 

NEC SPE, NEC METU è il terzo film, dopo Gutes Ende (Bliss), 2011, e Ich auch, auch, ich auch (Me too, too, me too), 2012, a documentare le visite dell’artista alla madre in una casa di riposo. Ognuno dei cortometraggi è stato realizzato nel giro di un anno, testimoniando il peggioramento delle condizioni di salute della donna. Questo film incarna la concezione di esperienza cinematografica propria dell’artista: un prolungamento della sua vita, il rifiuto di definirsi “regista”, un modo per esplorare momenti personali e intimi. In questo caso, la morte imminente della madre. 

 

 

May 2012, 2014
Film 16 mm, 3′

 

May 2012 è un breve e potente film composto di tre elementi visivi. In un primo momento la macchina da presa osserva dalla stazione di Donaumarina le persone fare jogging sul lungofiume. Poi la scena si sposta all’interno di una casa di riposo, dove due donne anziane stanno mangiando. Una di queste è la madre dell’artista, che fissa la macchina da presa mentre una mano amorevole si allunga per accarezzarle il volto. Infine, vediamo un dolce natalizio decorato e circondato da candele accese. La caratteristica distintiva di May 2012 – oltre a quella di unire tre scene d’ambientazione diversa – è la presenza del sonoro, un caso assai raro per un’artista nota per i suoi film silenti. Il suono assordante di una sirena d’allarme riempie il cortometraggio di ansia e terrore. 

 

 

Poetry for Sale, 2013
Film 16 mm, 4′

 

In alcuni cortometraggi Friedl Kubelka utilizza degli elementi della sua biografia per accennare brevi narrazioni. In questo film, l’elemento chiave è la poesia (o piuttosto, la passione dell’artista per la poesia), che esplora anche in un altro corto, The Paris Poetry Circle (2013). La prima scena si apre con il poeta che scrive, per poi seguirlo mentre cerca di vendere le sue poesie nella metropolitana di Parigi – passando quindi dal silenzio al sonoro della voce del poeta. Il film unisce l’atmosfera intima che circonda l’atto di scrivere e quella più pubblica, e difficoltosa, che compete la sopravvivenza quotidiana del poeta. Poiché nella metropolitana è vietato sia vendere sia fare riprese, entrambe le azioni su cui si basa il film risultano essere degli atti criminali – una riflessione sullo status di poeti e artisti nella società.

 

 

Lisa, 2001
Film 16 mm, 3′

 

Come per Peter Kubelka and Jonas Mekas (1994) e Photo session (2010), il corto intitolato Lisa diviene un pretesto per esplorare e osservare da vicino relazioni e rapporti personali. Nel film vediamo l’artista baciare la sua amica Lisa: la macchina da presa diventa il mezzo con cui catturare l’emozione che appare sul volto della protagonista, enfatizzando il ruolo e l’importanza che il medium del “ritratto” ha per Friedl Kubelka, sia nei suoi lavori fotografici sia nei cortometraggi.

 

 

Silence on the Screen, 2014
Film 16 mm, 1’30”

 

Per tutta durata di questo silenzioso cortometraggio, Friedl Kubelka vom Gröller concentra lo sguardo dello spettatore sul ritratto di una donna, appeso su un muro bianco, costringendoci davanti a quest’opera senza nessun altro elemento di distrazione. La camera traballa leggermente di fronte al dipinto, ricordandoci della presenza di una terza persona (l’artista) tra noi e l’opera. La nostra prospettiva oscilla così tra la consapevolezza dell’occhio della macchina da presa e l’osservazione diretta del quadro. Il cortometraggio mette in luce anche la capacità del dipinto di creare una sorta di dialogo con lo spettatore: il ritratto è accessibile e comprensibile di là da ogni narrazione aggiuntiva – una superficie su cui proiettare il nostro io.