Remoria
Realizzata con Valerio Mattioli
Con contributi di Akoi 1 e VEGA con Michele Zanotti
Con interventi di DOM, Claudio Kulesko, Nicola Lagioia, Annalisa Metta

10 febbraio 2022 – 22 maggio 2022 
#Studio Bibliografico

Remoria non esiste e non è mai esistita, è un’entità residuale di Roma, quella parte del mito di fondazione che, a causa dell’uccisione di Remo da parte del fratello Romolo, continua ad aleggiare nel passato e nel presente della città. Il Grande Raccordo Anulare, l’autostrada tangenziale che circonda Roma, conosciuta come GRA, è ciò che la riporta in vita. Sovvertendo il comune concetto di centro, questo anello tratteggia uno spazio aperto su cui nel secondo dopoguerra orbitano le borgate come Centocelle, Ostia, San Basilio, Laurentino. L’arcipelago della periferia dominante (che occupa il 99% della superficie della città) trasforma il marginale in uno spazio di leggende, riti e aneddoti.

 

Pubblicato nel 2019, il libro Remoria assume nel contesto della mostra che gli è dedicata dal MACRO un aspetto atmosferico. Il racconto e la tassonomia dell’anti-Città Eterna prende forma fisicamente nello spazio, abbandonando le pagine del suo autore, Valerio Mattioli.

Sul fondo della sala si stagliano dei paesaggi al negativo realizzati da Akoi 1 che riprendono, attraverso vedute di Google Earth, scorci periferici in cui si intravede il protagonista di questa storia: il GRA.

 

Alle pareti laterali, come affreschi di una navata, una serie di poster bilingue offrono al pubblico la lettura di Delirious Centocelle, un breve saggio dedicato al quartiere di Centocelle inizialmente pensato per essere pubblicato come appendice di Remoria. Il testo prende il nome da Delirious New York, il celebre libro dell’architetto Rem Koolhaas dedicato all’espansione urbana e alla relativa congestione di Manhattan.

 

Al centro della sala la natura totemica del GRA e della storia di Remoria è restituita attraverso un video, realizzato da VEGA in collaborazione con Michele Zanotti. La visione del duo di artisti e registi definisce il corpo della città di Remo attraverso tre elementi: una serie di scansioni 3D di resti architettonici della Roma antica che, fondendosi con quella contemporanea, limitano lo sviluppo della città; il personaggio del remoriano, una proiezione dell’abitante di Remoria nel contesto urbano attuale; il materiale d’archivio del libro che, sotto forma di una proiezione di ricordi, viene inserito nello spazio 3D della città.

 

Campioni trattati di brani di Stefano Tamburini, Lory D, Sick Luke e Noyz Narcos, selezionati da Mattioli e riprodotti contemporaneamente, evoca i rave party descritti nel libro e accompagna il paesaggio esperienziale di una Roma delle sottoculture, in un viaggio etnografico nelle discariche, nel mondo delle riviste e dei fumetti underground, nella cultura dei dark, punk e coatti.

 

Il progetto espositivo si espande inoltre con un programma di incontri con filosofi e scrittori, esperti e ricercatori di architettura, urbanistica e storia provenienti dalla città di Roma.

 

 

La mostra è promossa da Roma Culture.

 

 

Valerio Mattioli, Remoria. La città invertita, minimum fax, 2019

Raccontare Roma oggi pare un’impresa disperata, non c’è narrazione che possa contenerla. Valerio Mattioli rovescia dunque la prospettiva: parte dal fantasma, dal doppio indicibile delle sue periferie per plasmare una mitologia parallela, che inizia nella Ostia di Amore tossico, passa per la nascita delle bande metropolitane, attraversa la stagione dei rave party, e atterra in un presente dominato da rovine piovute dal futuro, discariche e campi rom. Mescolando storia delle sottoculture, psicogeografia e romanzo di formazione, e annaffiando il tutto di scienza alchemica e fantahorror lovecraftiano, Remoria è una lunga lettera d’amore che dalla Centocelle del coatto sintetico Ranxerox viene indirizzata a tutte le periferie del pianeta, nel tentativo di far riemergere la città che potrebbe essere e che (ancora) non è.

 

 

Valerio Mattioli è editor per NERO. Ha scritto Superonda. Storia segreta della musica italiana (Baldini & Castoldi, 2016), Remoria. La città invertita (minimum fax, 2019) e Exmachina. Storia musicale della nostra estinzione (minimum fax, 2022).

 


 

Con il coordinamento di Lisa Andreani (curatoriale) e Sara Cattaneo (produzione)
Assistente alla produzione delle mostre e degli eventi: Giulia Caruso
Traduzioni: Allison Grimaldi Donahue
Installation design: Marco Campardo Studio
Allestimento: Matteo Pompili
Realizzazione grafica: Gimax
Broker assicurativo: MAG-JTL
Servizi audiovisivi: STEP srl, Digital Village Srl

Un sentito ringraziamento a Cristiano Rea, Dino Ignani, Francesco Macarone Palmieri, Giandomenico Carpentieri, la redazione di Torazine, la redazione di Peti Nudi, Leo Anibaldi, Nico D’Alessandria, Scarful.