Continuità di visione e avvio di una nuova fase segnano la programmazione 2026 del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, e ideata dalla Direttrice artistica Cristiana Perrella, in carica da maggio 2025.
Dopo una prima stagione che ha attraversato Roma come terreno di osservazione privilegiato – nelle sue stratificazioni temporali, sociali e disciplinari – nel 2026 il museo apre il proprio orizzonte a una dimensione più ampia e non tematica, fondata su proposte inedite e ricerche artistiche articolate in una pluralità di pratiche e posizioni capaci di interrogare il presente attraverso grandi mostre personali, progetti di ricerca e collaborazioni istituzionali che rafforzano il dialogo tra il museo, la città e il contesto internazionale.
In questo quadro, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma si afferma come un’istituzione che intende rendere l’arte contemporanea una pratica viva, accessibile e necessaria, senza rinunciare alla complessità dei linguaggi, alla densità dei contenuti e alla forza critica delle opere. La programmazione 2026 mette al centro artiste e artisti internazionali tra i più rilevanti della scena contemporanea, attraverso nuove produzioni e formati sperimentali, e rafforzando il museo come luogo di presa di posizione poetica, attraversamento e confronto pubblico.
«Il 2026 segna per il MACRO l’avvio di una nuova fase, che espande il lavoro del museo in una direzione più aperta e plurale – sottolinea Cristiana Perrella, Direttrice artistica del MACRO – Dopo aver iniziato la programmazione della mia direzione attraversando Roma come campo di indagine esclusivo, oggi il museo si misura con una costellazione di pratiche e posizioni che interrogano il presente da prospettive diverse, mantenendo vivo’l’impegno a raccontare e e coinvolgere la scena creativa romana e a costruire comunità intorno a sé ma anche esplicitando la sua vocazione internazionale. Se vogliamo cercare un filo che unisce le proposte di quest’anno è l’attenzione alla all’assottigliamento del confine tra pratiche creative differenti, tra diverse discipline e per lavori che non si limitano a rappresentare il reale ma lo interrogano e lo mettono in crisi. Quello che mi interessa è un museo che non semplifichi, ma che resti attraversabile: un luogo in cui la complessità non sia un ostacolo ma una condizione necessaria e stimolante.»
Il nuovo ciclo di mostre parte il 29 aprile 2026 con una serie di progetti che segnano l’avvio del programma primaverile:
Mechanical Kurds di Hito Steyerl, a cura di Alice Labor – installazione video realizzata nel 2025 e presentata per la prima volta in Italia – affronta i rapporti tra intelligenza artificiale, conflitti geopolitici e lavoro digitale;
Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega, mostra dedicata alla storia degli ottant’anni del Premio Strega a cura di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, ripercorre la funzione esercitata dal riconoscimento letterario come sismografo e promotore dei mutamenti culturali e linguistici del Paese;
She Devil, storica rassegna di videoarte tutta al femminile, nata nel 2006 da un’idea di Stefania Miscetti e ospitata per la sua nuova edizione nella nuova sala video del MACRO, è concepita come piattaforma aperta di confronto tra pratiche e ricerche internazionali; infine, in linea con l’attitudine alla ricerca multidisciplinare del museo, la sala audio del museo presenta un progetto dedicato alla voce di Amelia Rosselli, a cura di Andrea Cortellessa dal titolo
Amelia Rosselli, un canto nel suo spazio: un focus su una delle più grandi poetesse italiane del Novecento a trent’anni dalla morte.
Accanto alla programmazione espositiva, il MACRO conferma la propria attenzione alla dimensione del dibattito e della ricerca interdisciplinare, già sperimentata con la due giorni di convegno The Dream Syndicate, a cura di Carlo Antonelli e Valerio Mannucci. In questo contesto si inserisce Science Fashion. Interazioni tra moda, scienza e nuove tecnologie, programma di incontri e workshop a cura di Dobrila Denegri, in programma dal 13 al 15 maggio. L’iniziativa riunisce alcune delle voci più innovative della ricerca internazionale nel campo della moda sperimentale per riflettere sui nuovi scenari aperti dall’intelligenza artificiale.
Il 28 maggio 2026 inaugura nella sala principale del museo la mostra personale di Miriam Cahn, a cura di Cristiana Perrella, con display di Didier Fiuza Faustino, che presenta una selezione di opere incentrate sul corpo femminile come soggetto politico e luogo di resistenza. Nella stessa data apre anche la mostra collettiva delle vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel, a cura di Sara Dolfi Agostini, che presenta i lavori inediti di Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi, sviluppati nel contesto della residenza dell’edizione 2025.
A settembre 2026 MACRO presenterà la prima retrospettiva istituzionale dedicata a Marialba Russo, a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini. La mostra si concentra sulla produzione degli anni Settanta di Russo, in un percorso che esplora la costruzione culturale del genere e la fluidità tra maschile e femminile. Il progetto avrà una sede parallela al MUCIV – Museo delle Civiltà di Roma che approfondisce la ricerca di Russo più legata all’antropologia. A seguire, la mostra di Francis Upritchard e Martino Gamper, a cura di Cristiana Perrella, intreccia scultura e design con una serie di interventi
site-specific diffusi negli spazi del museo.
A chiudere la stagione espositiva, a dicembre 2026, è infine il nuovo progetto di Alessandro Sciarroni, a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini, specificatamente pensato per la sala principale del MACRO.
Un elemento strutturale della programmazione 2026 è il consolidarsi di una modalità di lavoro fondata sulla collaborazione e sullo scambio. Dopo le esperienze maturate nel corso del 2025 tra cui
UNAROMA – che ha coinvolto una rete ampia di realtà indipendenti del territorio – e la collaborazione con il progetto Conciliazione 5 del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, il MACRO prosegue nel costruire relazioni con soggetti culturali, istituzionali e produttivi, attivi a Roma e in ambito nazionale e internazionale. Oltre la naturale partnership con Palazzo delle Esposizioni, nel nuovo anno saranno avviate collaborazioni con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, organizzatrice con l’azienda Strega Alberti del Premio Strega, la Fondazione Paul Thorel e con il MUCIV – Museo delle Civiltà, che contribuiscono a definire un modello operativo basato sul dialogo tra istituzioni, sulla condivisione di risorse e sull’ibridazione dei saperi e dei pubblici.
La programmazione si articola negli spazi del museo valorizzandone la pluralità architettonica e funzionale. Accanto alle mostre di maggiore scala, ospitate nella parte più recente dell’edificio, gli spazi dell’ex Birreria Peroni consolidano il proprio ruolo come piattaforma dedicata all’ascolto e all’immagine in movimento: la sala audio, la sala video e il nuovo cinema ampliano il raggio d’azione del MACRO verso linguaggi e pubblici differenti, intrecciando arte contemporanea, cinema, suono e cultura visiva. Nella parte storica del museo sono ospitate anche le presentazioni di nuovi lavori di artiste e artisti italiani e internazionali e progetti che favoriscono il dialogo delle arti visive con altri ambiti della creatività, dalla letteratura al cinema.
È dunque attraverso una costellazione di pratiche che il MACRO, nel 2026, dà forma al proprio programma, mettendo in relazione linguaggi, generazioni e formati diversi, uniti dall’urgenza di interrogare il presente senza neutralità. Grazie a un'articolata proposta, il MACRO punta a diventare sempre più luogo di sperimentazione viva, capace di accogliere il conflitto, mettere in crisi i confini disciplinari e restituire il contemporaneo come esercizio continuo di complessità e pensiero critico.
«La programmazione 2026 conferma il MACRO come un’istituzione capace di tenere insieme visione artistica e responsabilità pubblica – dichiara Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo. Il museo non è solo un luogo di presentazione, ma uno spazio di produzione culturale che dialoga con la città e con il sistema internazionale. In questo senso, il MACRO opera all’interno della galassia dell’Azienda Speciale Palaexpo, integrando la propria programmazione in un ecosistema più ampio, in cui la vocazione alla sinergia e alla transdisciplinarietà è inscritta fin dalle sue premesse costitutive. Il lavoro avviato meno di un anno fa da Cristiana Perrella e inaugurato ufficialmente lo scorso dicembre trova oggi un suo primo stadio di maturazione: rafforzare le collaborazioni, ampliare i pubblici, costruire relazioni stabili con altre istituzioni significa rendere il museo più solido e, allo stesso tempo, più aperto.»
«Il MACRO è uno dei luoghi in cui Roma misura la propria capacità di stare nel contemporaneo – sottolinea Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura del Comune di Roma. Una programmazione come questa dimostra come sia possibile coniugare ricerca, accessibilità e rilevanza internazionale, mantenendo un radicamento forte nel contesto urbano. Investire nella cultura significa anche sostenere spazi che producono pensiero critico e immaginazione. Il MACRO, con il programma 2026, si conferma come un laboratorio vivo, capace di generare nuove forme di dialogo tra arte, società e cittadinanza.»