Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega
A cura di di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano

29.04__30.08.2026
Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega è la mostra curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, ideata e realizzata da Fondazione Bellonci e Strega, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, realizzata in collaborazione con BPER Banca, Persol e Camera Nazionale della Moda Italiana.  
 
La mostra ripercorre la storia del celebre premio dal 1947 ad oggi, esplorando il ruolo del riconoscimento letterario come sismografo e promotore dei mutamenti culturali e linguistici del Paese. 


Il progetto di allestimento firmato dallo studio di architettura Supervoid, unitamente al progetto grafico curato dallo studio Caneva-Nishimoto, mette in scena i diversi piani di lettura che la lunga storia del Premio Strega offre al visitatore, presentando la “biblioteca ideale” composta dagli oltre mille volumi selezionati dal 1947 a oggi, organizzati in una sequenza cronologica che racconta, in parallelo, vicende, protagonisti, polemiche e narrazioni mediatiche che accompagnano le settantanove edizioni fin qui disputate. La timeline del premio mostra per ogni anno i libri candidati, la cinquina e il vincitore nelle loro prime edizioni, secondo una sensibilità contemporanea che riconosce il publishing come forma d’arte.  

Sul grande perimetro della sala si sviluppa un nastro fotografico ininterrotto che restituisce la drammaturgia del Premio e i rituali pubblici e “spettacolari” delle votazioni. Brevi testi nel volumetto delle didascalie, una sorta di libro tascabile da conservare, illustrano i fatti salienti di ciascun anno, rendendo l’atto della lettura parte integrante della fruizione della mostra.

Nella “stanza” al centro della sala viene restituita invece la dimensione più intima – domestica e al tempo stesso collettiva e relazionale – del salotto Bellonci. Attraversato da scrittori, editori e artisti, questo spazio è riproposto come un diorama popolato dalle opere e dagli oggetti che abitano casa Bellonci.  

La mostra si articola dunque in due momenti complementari: uno  pubblico, dedicato alla scena del premio, e uno intimo, che rievoca il laboratorio creativo ideato e condotto da Maria Bellonci.
 
Varcare la soglia di Casa Bellonci, oggi sede della Fondazione, ha significato per i curatori accedere a un luogo leggendario, che è una parte costitutiva dell’immaginario culturale italiano.

L’appartamento dei coniugi Bellonci, nelle intenzioni di Maria, non è soltanto un salotto letterario, ma “una biblioteca distesa da parete a parete”: un dispositivo relazionale, spazio privato e insieme pubblico di cui la mostra vuole riproporre il ritmo, i rituali e le trasformazioni che ne hanno segnato ottant’anni di vita. 
 
Premio Strega 
Il Premio Strega nasce nel 1947 dalla scrittrice Maria Bellonci e dal mecenatismo di Guido Alberti, che deriva il nome dal liquore prodotto dall’azienda di famiglia. Nell’Italia del dopoguerra si sviluppa l’idea di creare un nuovo premio che contribuisse alla rinascita culturale del Paese, tramite una giuria vasta e democratica. Si crea così il gruppo degli Amici della domenica che ancora oggi, insieme a numerosi altri lettori in Italia e all’estero, assegnano il riconoscimento attraverso due votazioni: la prima, in giugno, per scegliere la cinquina finalista; la seconda, a luglio, per eleggere il vincitore. Sin dalla nascita il Premio Strega è stato indice degli umori dell’ambiente culturale e dei gusti letterari degli italiani. I libri premiati raccontano l’Italia, documentando la lingua, i cambiamenti, le tradizioni.
Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega A cura di di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano29 aprile__30 agosto 2026
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