In occasione della mostra personale di Robin Rimbaud aka Scanner, il MACRO presenta una performance dell'artista e compositore britannico, tra le figure di riferimento della sound art contemporanea. Concepita come un'attivazione live dell'installazione sonora 52 Spaces, presentata nella Sala Audio del museo, la performance sviluppa la ricerca dell'artista sul rapporto tra suono, memoria e immagine in movimento.
52 Spaces utilizza i suoni della città di Roma ed elementi de L'eclisse (1962) di Michelangelo Antonioni per creare la colonna sonora dell'immagine di una città sospesa nel tempo, anonima e surreale. Il risultato è una narrazione distillata composta da conversazioni seducenti, frammenti musicali e paesaggi sonori urbani.
Durante la performance, Scanner accompagna dal vivo la proiezione di 52 Spaces. Selezionando una serie di cinquantadue immagini tratte dai momenti finali del film, rallentate fino a diventare una sorta di presentazione mnemonica di diapositive e accompagnate da un audio ricavato dalla pellicola e rielaborato con elementi della melodia originale della colonna sonora, l'artista costruisce una cronaca complessa e misteriosa, offrendo uno spazio di contemplazione e riflessione mentre il suono intreccia una narrazione immaginaria.
L'Eclisse racconta l'inizio della fine, evocando un senso di perdita e suggerendo come la moderna società industriale possa annientare le emozioni tra le persone. Incentrato essenzialmente sulla relazione tra un uomo e una donna, con il vuoto dei loro sentimenti rispecchiato nell'iconica metropoli, il capolavoro di Antonioni viene restituito al pubblico attraverso armonici, voci soffuse ed effetti sonori. Attraverso questa performance, Scanner ricostruisce una comprensione dei personaggi, del loro rapporto con l'ambiente fisico e del ruolo cruciale che il suono riveste nella nostra comprensione della loro storia. Catturando, manipolando e reindirizzando questi momenti nella coscienza collettiva, 52 Spaces costruisce un'archeologia di esperienze personali e connessioni mancate, ricomponendo un passato momentaneamente dimenticato all'interno del nostro futuro digitale.
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
L’evento si svolgerà presso la Sala Cinema del museo.
ROBIN RIMBAUD in arte SCANNER, è un compositore e artista britannico tra le figure pionieristiche della sound art contemporanea, noto per la sua capacità di trasformare le frequenze nascoste della vita quotidiana in musica. Emerso all'inizio degli anni Novanta, Scanner si è affermato per l'uso innovativo di conversazioni telefoniche intercettate e di found sounds, intrecciati in suggestive composizioni elettroniche che esplorano temi quali la sorveglianza, l'identità e la memoria. La sua prolifica produzione comprende album, installazioni sonore, progetti per la danza, il cinema e l'arte pubblica, e lo ha portato a collaborare con artisti quali Bryan Ferry, Merce Cunningham, Laurie Anderson e Steve McQueen. Ridefinendo costantemente la relazione tra suono e spazio, il lavoro di Robin Rimbaud invita il pubblico a sintonizzarsi sui ritmi invisibili del mondo contemporaneo.