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Marialba Russo, “Sguardo rovescio”
A cura di Cristiana Perrella e Elena Magini

24.09.2026__31.01.2027

Sguardo rovescio, a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini, è la prima grande mostra dedicata da un museo italiano a Marialba Russo: nata a Giugliano (Napoli) nel 1947, l’artista è tra le autrici che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, hanno contribuito a ridefinire il linguaggio fotografico in Italia, intrecciando pratica artistica, antropologia visiva e osservazione del sociale.

L'esposizione riunisce sette nuclei fondamentali della sua produzione degli anni Settanta; 
Al ristorante, il 29 settembre 1974 (1974); Travestimento (1975-80); Il Passaggio - l'incanata (1979); Il Parto (1978); Della serie delle centotrenta figure di spalle (1981); Cult Fiction (1978-80)  e L’espulsione del male (1974), restituendo la complessità di una ricerca che ha saputo anticipare temi oggi centrali nel dibattito contemporaneo, quali il corpo, il genere, il rito e la costruzione culturale dell'identità.

Il titolo
Sguardo rovescio allude al capovolgimento operato da Marialba Russo rispetto al punto di vista canonico di un’Italia ancora patriarcale: "un'altra esperienza dello sguardo", per usare le parole della stessa Russo, che spiazza le convenzioni della fotografia dell'epoca, interrogando la rappresentazione della mascolinità dal punto di vista di un'autrice e restituendo una visione altra, autonoma e originale, rispetto a una realtà raccontata principalmente dallo sguardo maschile.

È un rovesciamento che dialoga naturalmente con la nozione di male gaze (sguardo maschile) elaborata dalla critica cinematografica femminista Laura Mulvey, di solito usata per descrivere come gli uomini abbiano oggettificato il corpo femminile attraverso l’obiettivo, semplicemente invertendone la direzione: qui è un occhio femminile a scrutare, isolare, fermare in uno scatto la mascolinità come costruzione culturale molteplice, non come dato naturale.

La figura maschile rappresentata da Marialba Russo contraddice lo stereotipo della virilità mettendo in scena uomini che si abbandonano all’evento, privi di controllo o misura, figure travestite, sovversive, o spogliate dal loro individualismo.

Nelle fotografie in mostra è possibile riconoscere due diversi approcci al soggetto rappresentato: da un lato una modalità tassonomica e ripetitiva, di matrice descrittiva, che richiama ora le convenzioni tipiche della street photography, ora il genere del ritratto; dall'altro una modalità narrativa, che costruisce invece una sequenza, un racconto per immagini capace di afferrare momenti eccentrici di straordinaria vitalità.

Il progetto al MACRO, che include un allestimento di Archivio Personale, si sviluppa inoltre in dialogo con una seconda sede della mostra al MUCIV-Museo delle Civiltà.

Intitolata Immagini della Madonna dell’Arco (After), e a cura di Cristiana Perrella, Elena Magini, Andrea Viliani e Francesca Romana Uccella, la mostra al MUCIV è dedicata al lavoro sul campo che Russo svolse nel 1971 e che ha portato ad una collaborazione tra il 1972 e il 1977 con l'allora Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, nell'ambito delle campagne di ricerca sulle culture popolari e subalterne italiane coordinate dall'antropologa Annabella Rossi. 

Marialba Russo, “Sguardo rovescio” A cura di Cristiana Perrella e Elena Magini24 settembre 2026__31 gennaio 2027
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