Una stanza per Bene. Tracce di quattro lavori di Carmelo Bene è la mostra a cura di Claudio Fazzini, Giuseppe Garrera e Federico Primosig che presenta nello Studio 2 del museo materiali inediti, soprattutto fotografici, recentemente ritrovati e legati ai primi spettacoli di Carmelo Bene. Attraverso documenti provenienti da archivi e collezioni private, il progetto ricostruisce la storia di quattro opere teatrali che hanno contribuito a definire la ricerca radicale e anticonvenzionale dell’artista.
Articolata in quattro capitoli, la mostra ripercorre la storia di Addio porco, Caligola, Salomè e S.A.D.E., spettacoli realizzati tra il 1959 e il 1974 e caratterizzati da una costante volontà di sottrarsi alle convenzioni teatrali e alle aspettative del pubblico. Lontane dai tradizionali meccanismi della comunicazione e della rappresentazione, queste opere sono rimaste a lungo affidate soprattutto alla memoria di chi vi aveva assistito, alimentando nel tempo racconti, aneddoti e ricostruzioni leggendarie.
Attraverso un lavoro di ricerca e il recupero di materiali finora sconosciuti, Una stanza per Bene riporta alla luce le tracce di esperienze teatrali che sembravano destinate a scomparire. Fotografie e altri documenti, presentati per la prima volta al pubblico, permettono di ricomporre frammenti di queste messe in scena e di restituirne la forza provocatoria, rivelando aspetti ancora poco conosciuti della ricerca di Carmelo Bene. La mostra offre così l’occasione di riscoprire gli esordi di un artista estremo e anticonformista, la cui radicalità emerge già nei primi lavori, al di là dell’immagine mitica che si è progressivamente costruita attorno alla sua figura.
CARMELO BENE Attore, regista, poeta e scrittore, Carmelo Bene è stato uno dei protagonisti più innovativi del teatro del Novecento. La sua ricerca ha trasformato profondamente il linguaggio della scena, facendo della voce, del corpo e della parola strumenti di sperimentazione e ridefinendo le convenzioni della rappresentazione teatrale.