La Sala Audio del MACRO ospita il Palestinian Sound Archive, un progetto di ricerca sonora fondato nel 2020 da Mo’Min Swaitat, artista, ricercatore, attore, musicista e cineasta di base a Londra, che raccoglie, conserva e rende nuovamente accessibili musiche, voci e registrazioni provenienti dalla Palestina.
Distribuito dall’etichetta discografica Majazz Project, ripubblica cassette e vinili risalenti a un arco temporale che va dagli anni Sessanta agli anni Novanta. Swaitat digitalizza la musica tradizionale con l’obiettivo di preservare e far conoscere questo patrimonio musicale alle nuove generazioni, nella sua versione originale o remixata da DJ, artisti e musicisti contemporanei.
Il progetto al MACRO propone un percorso attraverso la cultura palestinese, dalle celebrazioni tradizionali alle feste, dalle registrazioni della vita quotidiana alle testimonianze legate ai movimenti rivoluzionari. Tra disco music, funk, spoken word, tracce orchestrali e musica psichedelica beduina, i brani restituiscono memorie di luoghi e comunità, affrontando temi come lo sradicamento, la resistenza e la cancellazione culturale. Da anni Mo’Min Swaitat indaga le stratificazioni dei paesaggi sonori del Medio Oriente, esplorando il suono come strumento di cura, trasmissione della memoria e presenza. Attraverso il Palestinian Sound Archive, l’artista costruisce uno spazio di relazione e resistenza, in cui la musica diventa un mezzo per preservare e condividere un patrimonio culturale.
“Non si tratta di fondare un archivio fisico – un’idea, questa, di stampo fortemente colonialista – ma di adottare un approccio nei confronti della storia, del patrimonio culturale e della memoria che vada oltre i resti materiali e apra l’archivio a nuove connessioni, persone, comunità e futuri potenzialmente più utopici, anche mentre viviamo nella distopia moderna.”
— Mo’Min Swaitat