Premio Paul Thorel - III edizione
Le imperfezioni

11.06__30.08.2026

La Fondazione Paul Thorel nasce a Napoli nell’atelier dell’artista italo-francese Paul Thorel, pioniere dell’immagine elettronica e della fotografia digitale dagli anni ‘80. Dal 2022 la Fondazione ha aperto le porte al pubblico e creato il Premio Paul Thorel dedicato all’artista scomparso, per sostenere artisti che lavorano nella ricerca digitale con nuove produzioni, mostre e pubblicazioni. Le artiste vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel sono Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi: tre artiste “late millennials” che interpretano la relazione tra vita reale e virtuale con opere che ripensano il nostro posto in una società turbo capitalista dove l’informazione sembra spesso sfuggire al controllo umano.

Le imperfezioni che danno il titolo alla mostra, femminili e plurali, sono un antidoto alla perfezione prevedibile della macchina, al tempo accelerato, alla computazione che penetra ogni aspetto della vita umana, anche la creazione del mondo in cui viviamo – a una macchina che è diventata ormai anche identità e conoscenza. Le opere in mostra ci riportano a una dimensione umana, dove le strategie di creazione artistica passano per il do it yourself, il fai da te, che non è mai perfetto anche quando tecnologico, e all’astrazione e all’esattezza dei dati si sostituiscono errori, scarti, materiali fisici e organici. Così, il lavoro delle artiste si configura come un gesto di resistenza, un modo per sottrarsi al determinismo della società contemporanea e ricavare spazi di libertà all’interno di un sistema sempre più pervasivo.



PREMIO PAUL THOREL La Fondazione Paul Thorel, un’istituzione radicata nel bacino del Mediterraneo con sede principale a Napoli e due sedi satelliti nelle isole di Panarea e Hydra, è stata creata nel 2014 per la catalogazione dell’opera dell’artista italo-francese Paul Thorel (1956- 2020), pioniere dell’immagine elettronica e della fotografia digitale. Lo studio / archivio di Thorel a Chiaia è oggi la sede principale della Fondazione Paul Thorel, che dal 2022 sfuma i confini tra istituzione e studio d’artista, facendo confluire nella sua programmazione le attività di una residenza, un laboratorio di produzione, uno spazio espositivo, una collezione di arte italiana e internazionale, e un luogo di incontri e conferenze. Il Premio Paul Thorel, giunto alla terza edizione, è un osservatorio sulla scena creativa che esplora le arti digitali e individua nell’immagine contemporanea il proprio linguaggio di ricerca e orizzonte estetico. Le opere degli artisti in mostra sono state create durante una residenza di un mese che ha riattivato gli spazi e gli strumenti di lavoro di Thorel a Napoli, dove l’artista si trasferì nel 1994. Un libro d’artista, uno per ciascun vincitore, sarà pubblicato nella collana editoriale del Premio Paul Thorel, una collaborazione con la casa editrice NERO Editions. 
 
CATERINA DE NICOLA (nata a Ortona 1991; vive e lavora a Zurigo). È un’artista multidisciplinare che lavora tra installazione, performance, suono, scultura e fotografia. Il suo lavoro si confronta con la circolazione delle forme culturali, indagando come immagini, simboli e materiali vengano riutilizzati, spostati e progressivamente svuotati di significato all’interno dei sistemi contemporanei. 
Attraverso la trasformazione di oggetti trovati, suono ed elementi visivi, costruisce ambienti instabili in cui rumore, frammentazione e distorsione operano come strumenti analitici. La sua pratica è guidata da un interesse per la condizione di un presente esteso, in cui ripetizione e riciclo sostituiscono la produzione di nuovi immaginari. 
Lavorando con pratiche di assemblaggio e ibridazione, il suo lavoro mette in evidenza i paradossi del paesaggio culturale contemporaneo, dove ripetizione, appropriazione e precarietà prendono il posto della produzione di nuovi immaginari. In questo senso, la sua ricerca può essere letta come una forma di scetticismo post-postmoderno, attraversata da un’attenzione per l’instabilità, la vulnerabilità e le condizioni materiali dell’esperienza. La sua pratica sonora è caratterizzata da un approccio “no-fi”, inteso come rifiuto deliberato della fedeltà sonora, che spinge il suono verso forme di abrasione ed eccesso. In questo contesto, il rumore opera meno come genere e più come condizione: uno spazio in cui il controllo vacilla e l’ascolto diventa un’esperienza fisica e incarnata. Ha studiato all’ECAL di Losanna ed è stata in residenza a La Becque (La Tour-de-Peilz). Il suo lavoro è stato presentato in contesti istituzionali tra cui Istituto Svizzero (Milano), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e MAXXI, così come in sedi svizzere quali Helmhaus (Zurigo), Kunsthaus Langenthal e Centre d’Art Contemporain (Ginevra). Ha performato dal vivo in contesti di musica sperimentale come CTM Festival (Berghain, Berlino), LUFF Festival e Bad Bonn . Il suo lavoro è stato riconosciuto con premi tra cui il Premio Michetti (2025). 
 
IRENE FENARA (nata a Bologna, 1990; vive a Milano) è un’artista il cui lavoro indaga le implicazioni estetiche della visione artificiale, osservando il modo in cui guardano le macchine. La sua ricerca si confronta con i sistemi di sorveglianza, l’errore visivo e le soglie della percezione, riconfigurando immagini generate da dispositivi tecnologici in forme poetiche e ambigue. Attraverso video installazioni, stampe di grande formato e gesti performativi minimi, Fenara mette in discussione la presunta neutralità dello sguardo automatizzato, rivelandone la fragilità e aprendo lo spazio a nuove possibilità di interpretazione. 
 Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni pubbliche e private, tra cui Quadriennale (Roma, 2025), MACTE - Museo di Arte Contemporanea di Termoli (2024), Museo Madre (Napoli, 2024), Museion (Bolzano, 2023), Palazzo Bentivoglio (Bologna, 2023), MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo (Roma, 2022), ICA Milano (2022), Basel Social Club (Basilea, 2022), Triennale Milano (2021), Kunst Merano Arte (Merano, 2019), MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna (2018), Palazzo delle Esposizioni (Roma, 2018) e Fondazione Prada Osservatorio (Milano, 2016). Nel 2021 è stata tra gli artisti del progetto RETROFUTURO al Museo d’Arte Contemporanea di Roma, MACRO. 
 
LORENZA LONGHI (nata a 1991, Lecco, IT; vive a Zurigo) ha studiato Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera e Arti Visive presso l'ECAL di Losanna. Il suo lavoro prende forma attraverso la riproduzione e l'appropriazione di oggetti e immagini — da elementi d'arredo a materiali visivi tratti dalla pubblicità — per indagare strutture di potere attraverso tecniche artigianali e materiali non convenzionali. 
Mostre personali includono: Swiss Institute, New York; Kunstmuseum Winterthur, Winterthur; Kunstverein Freiburg; Kunsthalle Zürich, Zurigo; Ordet, Milano; Weiss Falk, Basilea; Fanta-MLN, Milano; e Plymouth Rock, Zurigo. Tra le sedi delle sue collettive: Fanta-MLN, Milano; Galerie Oskar Weiss, Zurigo; Centro Pecci, Prato; Halle für Kunst Steiermark, Graz; Layr, Vienna; Bonner Kunstverein, Bonn; Macro, Roma; Fondazione Prada, Venezia; Kunsthalle Zürich; Quadriennale di Roma, Roma; e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino. A Milano, è stata co-fondatrice di Armada (2014–2018). 
Nel 2020 ha ricevuto lo Shizuko Yoshikawa Advanced Award for Young Women Artists e lo Swiss Emerging Artist Prize di Société Générale. Nel 2021 è stata Artist in Residence presso lo Swiss Institute di New York. Nel 2022 è stata tra le vincitrici dell'International Sculpture Prize della Fondazione Henraux e ha ricevuto il Manor Kunstpreis. 

Premio Paul Thorel - III edizione Le imperfezioni11 giugno__30 agosto 2026
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