Giulio Squillacciotti presenta MUT (2025) – montagna in bergamasco – un film che racconta una giornata in alpeggio, allegoria di una stagione estiva nei pascoli di montagna che si ripete da centinaia di anni. Attraverso lo sguardo di due giovani allevatori e dei loro genitori, la ciclicità della vita in montagna diventa ritratto universale del legame tra uomo e animale e di un rapporto familiare fatto di gesti, silenzi e affetti immersi nella natura.
L’evento si svolgerà presso la Sala Cinema.
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
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Dal 30 gennaio al 4 febbraio il film RMHC – 1989/1999 Hardcore a Roma di Giulio Squillacciotti sarà proiettato all’interno della sala al primo piano dedicata a UNAROMA LIVE.
RMHC – 1989/1999 Hardcore a Roma
Documentario, Video HD 1.77:1, Audio Italiano Stereo, Italia, 2012, 76’
Un film di: Giulio Squillacciotti
Scritto da: Giulio Squillacciotti, Alessandro Giordani
Montaggio: Alessandro Giordani
Mix audio: Giuseppe Silvi
Musiche originali: Gipsy Rufina
Dalla metà degli anni Ottanta fino agli anni Novanta, Roma è stata teatro di un fenomeno locale legato alla musica e allo stile di vita del punk/hardcore americano. Questo è il racconto dei romani che, partendo dalle fondamenta dell’hardcore statunitense, hanno costruito una propria cultura locale. Il film è un viaggio socio-antropologico girato nell’arco di otto anni, che ricostruisce la storia della lotta per l’affermazione di una scena hardcore all’interno dei movimenti underground e politici già esistenti a Roma. La narrazione indaga il processo di domesticazione di una cultura straniera prima dell’avvento di Internet e della globalizzazione diffusa, quando i ragazzi distribuivano fanzine al posto dei siti web e si scambiavano dischi invece di file digitali. Come può un fenomeno esterno essere importato e reinterpretato fino a diventare un’espressione autentica di una nuova tradizione?
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GIULIO SQUILLACCIOTTI (Roma, 1982) è artista e regista di film e documentari pluripremiato. Vive e lavora a Milano. Dopo gli studi in Storia dell’Arte Medievale e discipline umanistiche tra Roma e Barcellona, si è formato in Arti Visive presso l’Università IUAV di Venezia. È stato Fellow Resident alla Jan Van Eyck Academie di Maastricht, dove ha sviluppato What Has Left Since We Left, progetto speculativo composto da un film e da un libro sulla fine distopica dell’Europa e sulla perdita di un’identità narrativa condivisa. Ha partecipato come artista al Padiglione Olandese della 16ª Biennale di Architettura di Venezia e ha ricevuto il sostegno del MIC – Ministero della Cultura Italiano, di Creative Europe e di Screen Ireland per lo sviluppo di un lungometraggio ambientato in Irlanda durante la crisi economica del 2009, coproduzione tra Italia, Irlanda e Polonia. La sua ricerca indaga la costruzione di narrazioni allegoriche e la trasformazione delle tradizioni, attraverso film, documentario, testo, teatro e scenografia. Il suo lavoro è stato esposto e proiettato in numerosi contesti internazionali – tra cui MUBI, Centre Pompidou, Palais de Tokyo, Whitechapel Gallery, Hammer Museum e Biennale di Venezia – e in Italia presso MAXXI, Triennale, PAC, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e GAMeC.