La sala audio della mostra One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze ospita una nuova proposta musicale, pensata per sottolineare il dialogo tra ricerca sonora storica e pratiche contemporanee, caratteristico di tutto il progetto espositivo: la composizione Cosmic Pulses (32’) di Karlheinz Stockhausen (1928-2007), una delle opere più significative della sua produzione elettronica e l’ultima composta dal compositore tedesco.
Karlheinz Stockhausen è uno dei compositori più influenti del Novecento e una figura centrale della musica elettronica e sperimentale. Pioniere della spazializzazione del suono e della composizione seriale, ha ridefinito il rapporto tra musica, tecnologia e percezione dell’ascolto, lasciando un’eredità fondamentale per la ricerca sonora contemporanea.
Realizzata tra il 2006 e il 2007, e commissionata congiuntamente da Dissonanze e dal festival AngelicA di Bologna, Cosmic Pulses è una delle ultime opere elettroniche complete di Stockhausen, parte del ciclo incompiuto Klang (Die 24 Stunden des Tages): un progetto in cui ogni pezzo rappresenta un’ora del giorno, che avrebbe dovuto comprendere 24 composizioni e di cui Cosmic Pulses è la tredicesima. L’introduzione di Stockhausen a Dissonanze rappresentò un momento particolare, un ponte tra ricerca storica dell’avanguardia elettronica e linguaggi emergenti contemporanei.
Sarà possibile scoprire tutto il carattere di Cosmic Pulses all’interno della sala audio, spazio progettato per la fruizione musicale e sonora, dotato di un sistema di diffusione ad alta qualità e di un’attenzione particolare all’acustica e alla spazializzazione del suono. La sala è dotata di un sistema di diffusione multicanale di fascia alta, studiato per garantire precisione timbrica, ampia dinamica e una resa accurata della spazializzazione sonora, supportato da un progetto di amplificazione e gestione del segnale pensato per l’ascolto critico e immersivo. L’ambiente consente al pubblico di vivere le opere nelle migliori condizioni possibili, restituendone la complessità strutturale e la profondità percettiva, in un contesto in cui l’ascolto si configura come esperienza immersiva e come esplorazione del suono nello spazio e nel tempo.