Karlheinz Stockhausen, "Cosmic Pulses"

Dal 29 gennaio al 17 febbraio
Listening session

La sala audio della mostra One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze ospita una nuova proposta musicale, pensata per sottolineare il dialogo tra ricerca sonora storica e pratiche contemporanee, caratteristico di tutto il progetto espositivo: la composizione Cosmic Pulses (32’) di Karlheinz Stockhausen (1928-2007), una delle opere più significative della sua produzione elettronica e l’ultima composta dal compositore tedesco.

Karlheinz Stockhausen è uno dei compositori più influenti del Novecento e una figura centrale della musica elettronica e sperimentale. Pioniere della spazializzazione del suono e della composizione seriale, ha ridefinito il rapporto tra musica, tecnologia e percezione dell’ascolto, lasciando un’eredità fondamentale per la ricerca sonora contemporanea.

Realizzata tra il 2006 e il 2007, e commissionata congiuntamente da Dissonanze e dal festival AngelicA di Bologna, Cosmic Pulses è una delle ultime opere elettroniche complete di Stockhausen, parte del ciclo incompiuto Klang (Die 24 Stunden des Tages): un progetto in cui ogni pezzo rappresenta un’ora del giorno, che avrebbe dovuto comprendere 24 composizioni e di cui Cosmic Pulses è la tredicesima. L’introduzione di Stockhausen a Dissonanze rappresentò un momento particolare, un ponte tra ricerca storica dell’avanguardia elettronica e linguaggi emergenti contemporanei.

Sarà possibile scoprire tutto il carattere di Cosmic Pulses all’interno della sala audio, spazio progettato per la fruizione musicale e sonora, dotato di un sistema di diffusione ad alta qualità e di un’attenzione particolare all’acustica e alla spazializzazione del suono. La sala è dotata di un sistema di diffusione multicanale di fascia alta, studiato per garantire precisione timbrica, ampia dinamica e una resa accurata della spazializzazione sonora, supportato da un progetto di amplificazione e gestione del segnale pensato per l’ascolto critico e immersivo. L’ambiente consente al pubblico di vivere le opere nelle migliori condizioni possibili, restituendone la complessità strutturale e la profondità percettiva, in un contesto in cui l’ascolto si configura come esperienza immersiva e come esplorazione del suono nello spazio e nel tempo.