14:30 – 15:30 | INTERACTION
Wearable Futures: Fashion as Interface Between Body, Environment, and Technology
Lecture e Q&A: Galina Mihaleva, fashion designer, ricercatrice e Associate Professor presso FIDM ASU (Arizona State University)
La lecture di Galina Mihaleva analizza la moda come sistema interattivo e interdisciplinare che media le relazioni tra corpo umano, ambiente e dati. Attraversouna serie di progetti che integrano wearable technology, tessili reattivi e sperimentazione sui materiali sostenibili, il lavoro propone l’abito come interfacciacapace di rilevare, elaborare ed esprimere informazioni sia fisiologiche sia ambientali. La presentazione riflette inoltre sul ruolo in evoluzione della modanell’ambito della formazione e della ricerca, promuovendo un passaggio da un design centrato sull’oggetto a pratiche sistemiche e socialmente situate, capaci di affrontare temi come sostenibilità, benessere e le future interazioni tra esseri umani e tecnologia.
15:30 – 16:30 | DEMATERIALISATION
From Self-Expression to the Uncanny Self
Lecture e Q&A: Gloria Maria Cappelletti, docente e Subject Advisor New Technologies for Fashion presso NABA, Editor-in-Chief di RED-EYE Metazine e AI Contributor per d la Repubblica
La lecture di Gloria Maria Cappelletti analizza come l’intelligenza artificiale stia trasformando la moda come forma di espressione del sé. Con l’influenza crescente delle immagini generate dall’AI e dei sistemi algoritmici sull’estetica e sull’identità, il concetto di “sé” non è più unitario o stabile, ma si moltiplica, si disloca e si esternalizza parzialmente. In questo contesto, la moda passa dall’essere semplice espressione dell’identità a diventare uno spazio in cui si negozia una forma perturbante di soggettività, al tempo stesso familiare e aliena. L’intervento introduce il concetto di uncanny self per descrivere questa trasformazione, in cui immaginari umani e macchinici si intrecciano, generando nuove tensioni estetiche e psicologiche nella moda contemporanea.
17:00 – 18:00 | RENEWAL & RECOVERY @Auditorium
FASHIONCLASH – Fashion Makes Sense: Social Design in Practice
Lecture e Q&A: Els Petit-Carapiet e Branko Popović, fondatori e direttori di FASHIONCLASH, Maastricht
Els Petit-Carapiet e Branko Popović, fondatori e direttori artistici di FASHIONCLASH, presentano il programma Fashion Makes Sense, una serie continuativa di progetti di social design e co-creazione che esplorano il ruolo della moda nell’affrontare la sostenibilità e le sfide sociali contemporanee. Piuttosto che considerare la moda come una semplice industria, il programma la interpreta come forza culturale capace di connettere le persone, stimolare riflessioni e contribuire al benessere collettivo. L’intervento presenta due progetti esemplari:
• People Carry People (Mensen dragen Mensen), una performance su larga scala realizzata per l’Heiligdomsvaart Maastricht 2025, antica tradizione di pellegrinaggio. Oltre 100 partecipanti, dai 3 ai 70 anni, hanno co-creato costumi, bandiere e oggetti a partire da tessili di scarto raccolti tramite una collaborazione con il sistema locale di gestione dei rifiuti. Il risultato è stata una processione urbana che intreccia temi di comunità, vulnerabilità e rigenerazione, sia ambientale sia umana.
• TexTiles, progetto artistico partecipativo sviluppato per Maastricht Year 2026, in cui centinaia di cittadini realizzano moduli tessili individuali che compongono un’opera collettiva su larga scala per Plein 1992. Ispirato alla firma del Trattato di Maastricht, il progetto riunisce nuovi arrivati e residenti storici, tessendo un “trattato” contemporaneo in forma tessile.
Nel loro insieme, questi progetti mostrano come la moda possa agire come mezzo di recupero – dei materiali, delle comunità e del significato collettivo – e come questa pratica si colleghi alle questioni più ampie sul futuro delle industrie creative.
18:00 – 19:00 | RECOVERY @Auditorium
Presentazione del progetto Our Rags Magazine
Elisa van Joolen, artista visiva, Programme Director del BA Fashion Department presso la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam e membro della piattaforma di moda critica Warehouse
Our Rags Magazine (ORM) è una rivista di moda che trasforma capi dismessi in carta. Ogni numero, realizzato a mano, è una proposta speculativa ambientata 400 anni nel futuro, quando trasformazione e riuso non sono più scelte etiche, ma necessità assolute. Le pagine non si limitano a rappresentare abiti: sono esse stesse abiti. Il progetto, a cura di Elisa van Joolen insieme all’artista Aimée Zito Lema e alla graphic designer Elisabeth Klement, è stato avviato ad Amsterdam nel 2021 ed è realizzato interamente, nei contenuti e nella forma, a partire da abiti riciclati, esplorando la trasformazione dei tessili in carta sperimentale. Il progetto mette in discussione le convenzioni dell’industria della moda, rendendo al contempo più accessibili e comprensibili i processi produttivi. Coinvolgendo artisti, professionisti della moda, scrittori, studenti e bambini, ORM indaga i processi di trasformazione, la produzione collettiva e il potenziale creativo del riuso. Il progetto si interroga su come tecniche artigianali secolari, saperi condivisi e metodi produttivi alternativi possano rispondere a un futuro segnato dall’esaurimento delle risorse naturali, in cui il riuso diventa l’unica opzione possibile.