“The Dream Syndicate”

13 e 14 marzo 2026
Dissonanze, autonomie e desiderio nel lavoro culturale
The Dream Syndicate è il convegno internazionale ad accesso gratuito, a cura di Carlo Antonelli e Valerio Mannucci, dedicato alle trasformazioni del lavoro immateriale e culturale, con un focus specifico sulla musica e sulle pratiche artistiche contemporanee.

Il convegno prende le mosse da Dissonanze, storico festival ideato da Giorgio Mortari – tra le esperienze più visionarie della scena italiana di musica elettronica e arte digitale – a cui il museo dedica, fino al 22 marzo, One Day You'll Understand. 25 anni da Dissonanze, mostra che ne ricostruisce la storia. Se l'esposizione restituisce Dissonanze come piattaforma anticipatrice capace di connettere suono, architettura e arti visive, The Dream Syndicate ne riattiva lo spirito critico spostando lo sguardo sul presente.

Non un momento celebrativo, ma uno spazio autonomo di riflessione sulle nuove condizioni del lavoro creativo: come tecnologia, produzione e autonomia stiano ridefinendo il rapporto tra cultura, valore e forme di vita; quale sia oggi la qualità minima esigibile del lavoro culturale; quali possibilità si aprano oltre il mito dell'autonomia individuale.

Attraverso lecture, conversazioni e tavoli di discussione, il convegno mette in dialogo teorici, critici, artisti e operatori della scena culturale italiana e internazionale, affrontando alcune delle tensioni centrali del presente: la produzione simbolica nell'economia delle piattaforme, la fatica creativa e il burnout, le nuove geometrie del valore, le possibilità di organizzazione collettiva oltre l'imperativo dell'autonomia individuale.

PROGRAMMA

VENERDÍ 13 MARZO





Ore 18
Interventi introduttivi di:
David Toop
McKenzie Wark

La giornata inaugurale di The Dream Syndicate si apre con due interventi che tracciano il perimetro teorico e storico del convegno.

Il primo, con David Toop, ripercorre la "vaporizzazione" della musica negli ultimi decenni, interrogando la smaterializzazione del suono e la trasformazione delle condizioni di produzione e del lavoro musicale negli ultimi venticinque anni.

Il secondo, con McKenzie Wark, affronta le trasformazioni del lavoro culturale nell'era del capitalismo informazionale, mettendo in relazione produzione simbolica, infrastrutture digitali e nuove forme di estrazione del valore. A partire dall'idea di "vectoral capitalism", l'intervento esplora i rapporti tra creatività, lavoro e capitale, autonomia e cattura, produzione e appropriazione.

SABATO 14 MARZO






La seconda giornata del convegno è dedicata a quattro momenti di discussione che attraversano le principali tensioni del lavoro culturale contemporaneo. A partire dal rapporto ambivalente con la tecnologia, passando per le forme di produzione del valore e della gioia, fino alla fatica creativa e alle pratiche collettive, i tavoli esplorano come autonomia, lavoro e cultura si ridefiniscono oggi tra promessa di emancipazione e nuove forme di controllo.

TAVOLO 1
Ore 12.00
Dalla fatica al coro
(Creatività, burnout e forme collettive di organizzazione)
con Leonardo Metz, XING (D. Gasparinetti e S. Fanti), Leonardo Delogu, Sara Alberani, Lola Cola

Chi paga il prezzo della sperimentazione? Questo tavolo affronta il nodo centrale del lavoro culturale contemporaneo: il progressivo esaurimento del mito dell'autonomia individuale e la necessità di ripensare pratiche e strutture collettive. A partire dall'esperienza diffusa di stanchezza, burnout e perdita di senso, la discussione mette in crisi l'imperativo del never-not-working che ha a lungo accompagnato il lavoro culturale e creativo. Come si passa dalla fatica individuale a forme condivise di sostegno, tutela e produzione culturale? Collettivi, assemblee, sindacati, reti informali, spazi culturali indipendenti, pratiche di sciopero, boicottaggio o rifiuto del lavoro sono strumenti attraverso cui ripensare reddito, tempo, alleanze e piacere. Una riflessione sulle geografie marginali e sulle economie fragili della produzione culturale contemporanea.

TAVOLO 2
Ore 14.30
Ingegneria della gioia
(Lavoro culturale, valore e nuove geometrie del possibile)
con Andrea Lissoni, Julian Siravo, Industria Indipendente (Erika Z Galli e Martina Ruggeri)

Come si progetta la gioia? È possibile costruire pratiche culturali che generino esperienze condivise e positive senza riprodurre precarietà e auto-sfruttamento? Quali "geometrie" rendono possibile oggi un discorso culturale capace di tenere insieme desiderio, economia e responsabilità collettiva, dentro e fuori le istituzioni, dentro e fuori il mercato? A partire dal lavoro in campo artistico e musicale, il tavolo analizza alcune forme contemporanee di produzione culturale, mettendo in tensione entusiasmo creativo, sostenibilità materiale, professionalizzazione e distribuzione di risorse, tempo e attenzione.

TAVOLO 3
Ore 17.00
Traditrice indispensabile
(Tecnologia, musica e cultura contemporanea)
con Simon Reynolds (remote), Valerio Mattioli, Claudia Attimonelli

Un tempo alleata, promessa di liberazione, oggi percepita come dispositivo di controllo: la tecnologia è una lama a doppio taglio di cui non riusciamo a fare a meno, una "traditrice indispensabile". Esplorando l'ambivalenza strutturale delle tecnologie digitali nel campo della musica e della cultura contemporanea, la discussione ruota intorno al ruolo di piattaforme, software e automazione nei processi creativi e di fruizione, mettendo in evidenza come standard tecnici, algoritmi e modelli economici influenzino estetiche, pratiche e condizioni materiali del lavoro culturale.

TAVOLO 4
Ore 19.00
Outro lecture After Autonomy: Cultural Work in the Age of Platform
con Bruce Sterling

La lecture di chiusura di The Dream Syndicate riflette sul futuro del lavoro culturale nell'economia delle piattaforme, interrogando il destino dell'autonomia creativa nel capitalismo digitale contemporaneo. A partire dalle trasformazioni delle infrastrutture tecnologiche, dei modelli di produzione e dei sistemi di proprietà dell'informazione, l'intervento esplora come la promessa di libertà e indipendenza del lavoro culturale si intrecci oggi con nuove forme di cattura, controllo e organizzazione del valore.

L'ingresso è gratuito.
L'evento sarà trasmesso in diretta streaming su questa pagina.

SARA ALBERANI è una curatrice indipendente e attivista di base a Roma. La sua ricerca curatoriale si esprime attraverso pratiche artistiche socialmente impegnate che coinvolgono comunità e spazio pubblico, concentrandosi sulle lotte di classe e sulla giustizia sociale e climatica attraverso progetti a lungo termine. Dal 2020 co-dirige LOCALES, piattaforma curatoriale per interventi site-specific e pratiche decoloniali nello spazio pubblico di Roma. Ha fatto parte della comunità di Trampoline House a Copenaghen, co-curando la partecipazione del collettivo a documenta fifteen (Kassel, 2022). I suoi progetti sono stati presentati in istituzioni e festival internazionali, tra cui La Biennale di Venezia, Manifesta, de Appel Amsterdam, Centro Pecci, Fondazione Brescia Musei, RomaEuropa Festival, Palazzo delle Esposizioni, Museo delle Civiltà, Istituto Svizzero di Roma, MANN, Museo Nazionale Romano, Real Academia de España en Roma, La Virreina Centre de l'Imatge e Short Theatre. La sua ricerca attuale indaga gli impatti dell'estrattivismo e del capitalismo sugli ecosistemi idrici dell'Emilia-Romagna, anche alla luce delle alluvioni del 2023–2024, considerando i corpi d'acqua come soggetti politici di insorgenza e resistenza.

CLAUDIA ATTIMONELLI è sociosemiologa, prof.ssa associata di Media, Cultura Visuale e Sound Studies all'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, visiting professor presso l'Università UFRJ (Rio de Janeiro) e chercheuse associée dell'Université Paul-Valéry (Montpellier). Le sue ricerche sulla Techno, l'Afrofuturismo e le questioni di genere sono considerate seminali nel panorama italiano e internazionale grazie alla pubblicazione Techno. Ritmi afrofuturisti (I ed. 2008); i suoi libri sono pubblicati in diverse lingue e si interessa di estetiche, questioni di genere, stili urbani e culture musicali. Coordinatrice scientifica dell'Archivio di Genere "Carla Lonzi" dell'Università di Bari e organizza i Dialoghi sul BIG Bari International Gender Festival. Tra le sue pubblicazioni recenti: The Origins of Afrofuturism to the Aquatopia of Drexciya visual contr. Abu Qadim Haqq (2025); Digital Dystopia. Black Mirror and the end of humanism (con V. Susca, 2025); L'elettronica è donna. Media, corpi, pratiche transfemministe e queer (con C. Tomeo, 2022); L'estetica del malessere. Il nero, il teschio, il punk (2020); Techno. Ritmi afrofuturisti (2008-2018); Pornocultura (con V. Susca 2016, tradotto in 4 lingue). Come curatrice collabora con teatri, istituzioni, festival e gallerie nell'ambito dei linguaggi audio e visuali; tra le recenti mostre internazionali: 30 years of Kompakt Records: The visual side of Music (Roma, Milano); Hogre, Come una pistola ad acqua caricata a vernice (Bari). Con C. Tomeo ha curato i volumi 7, 8 di Connessioni Remote (Unimi, 2024) su: Suono. La dimensione sonora del quotidiano tra arti visive, macchine, musica elettronica.

INDUSTRIA INDIPENDENTE è un collettivo di arti performative e visive con base a Roma, fondato nel 2005 da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri. La loro ricerca affonda le radici nel linguaggio, una scrittura estesa che si inscrive su corpi, ambienti e superfici. Si trasforma in azione e performatività, si liquefa e si espande attraverso suono, voce e luce, dissolvendo i confini tra sé e l'altro, tra qui e altrove. Al centro della loro pratica vi è la convergenza di prospettive che, riconoscendosi e fondendosi l'una nell'altra, aprono nuove possibilità di espressione. Questo si manifesta come un dialogo collettivo e condiviso tra corpi molteplici, voci individuali e segni espressivi. Qualunque sia la scala o la dimensione che scelgono di attivare, i loro lavori interrogano e riflettono costantemente su temi quali la natura "improduttiva" del tempo, la creazione di mondi alternativi e fittizi in cui si formano nuove comunità e alleanze, e il continuo ribaltamento e ridefinizione delle identità individuali e collettive. La loro ricerca ha generato formati e spazi ibridi come Merende, un habitat queer immersivo e site-specific basato sui concetti di condivisione e offerta, in residenza presso Angelo Mai, Roma dal 2018. Artiste associate al teatro di Roma tra il 2020-2023 dove hanno prodotto Klub Taiga (2020) e La mano sinistra (2023) Industria Indipendente ha attraversato nelle sue varie forme numerosi luoghi tra cui: Biennale Teatro, Romaeuropa Festival, Triennale di Milano, Theatre Paris Villette, Fondazione Merz, Santarcangelo Festival, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Istituto Svizzero, Short Theatre, Macro Museo e Piccolo Teatro di Milano.

LOLA KOLA Artista ecclettica, si trasferisce a Roma per la passione della moda. Diplomata in Stilismo, illustrazione e modellismo. Stilista per aziende e case di moda fino al 2005, e' con la musica e nel suono, che trova la forma di espressione piu' in sintonia con la sua natura e la sua curiosita'. Canta, balla, performa, crea i suoi abiti, disegna e colora i suoi show e colleziona da adolescente vinili a 45 giri. Cresciuta con il punk dei the Clash e Nina Hagen, la techno il gipsy e la mazurca. Dal magico incontro con il dj Hugo Sanchez, nasce al fanfulla la serata "TROPICANTESIMO" e i live in cui canta. Dai 45 giri, "ACETATO", la serata solo a 45. Cumbia, sonorita' gipsy, indiane, peruviane, Colombiane, bossa nova brasiliana, si fondono con il repertorio italiano e il punk in una suggestiva miscela esplosiva e divertente.

ANDREA LISSONI è storico dell'arte e curatore. Dal 2020 è Direttore Artistico della Haus der Kunst di Monaco di Baviera. In precedenza è stato Senior Curator, International Art (Film) presso la Tate Modern di Londra (2014–2020) e curatore presso Pirelli HangarBicocca a Milano. La sua pratica curatoriale si concentra sulle relazioni tra arti visive, cinema, suono e performance, con particolare attenzione alle opere time-based e ai linguaggi interdisciplinari. Nel corso della sua carriera ha curato mostre e progetti dedicati ad artisti come Joan Jonas, Philippe Parreno, Bruce Nauman e Tomás Saraceno, oltre a numerosi programmi espositivi e performativi internazionali. È cofondatore dell'organizzazione culturale Xing e del festival internazionale Live Arts Week di Bologna, e ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Brera e all'Università Bocconi di Milano.

VALERIO MATTIOLI è editor per NERO e scrittore. Il suo ultimo libro è Novanta. Una controstoria culturale (Einaudi, 2025).

LEONARDO ARNEIS METZ è un musicista elettronico originario di Tuscania e attualmente attivo a Roma. È fondatore e direttore creativo di Hyperacustica, una piattaforma attraverso la quale pubblica i suoi progetti e cura eventi in collaborazione con artisti italiani e internazionali. La sua pratica sonora esplora la materialità del suono nel regno digitale attraverso pubblicazioni, installazioni e performance dal vivo. La sua ricerca si sviluppa in parallelo con il paesaggio acustico della provincia rurale dell'Alta Tuscia, dove indaga le tensioni e le contraddizioni sociali, con l'obiettivo di costruire una documentazione sonora e una critica contemporanea di questi territori marginali. Si è esibito in festival come il Sonata Festival al MACRO - Museo d'Arte Contemporanea di Roma, Open Space all'Accademia di Belle Arti di Roma, Radura Festival, Collagene al Dispositivo Arti Sperimentali (Bologna), Manifesto Fest, Capta Festival, TOAST Project e Diacronie, tra gli altri. Ha presentato il suo lavoro dal vivo in club e festival, condividendo il palco con artisti come Piezo, Abadir, MBODJ, Ship Sket, Rival Consoles, Indian Wells, Laura Agnusdei, Aya e Mai Mai Mai.

SIMON REYNOLDS è autore di numerosi libri dedicati alla musica e alla cultura pop. Il suo nuovo libro Still In A Dream: Shoegaze, Slackers and the Reinvention of Rock, 1984–94 sarà pubblicato nell'estate del 2026, con un'edizione italiana prevista più avanti nello stesso anno per Minimum Fax. Tra i suoi titoli precedenti figurano Retromania, Rip It Up and Start Again (conosciuto in Italia come Postpunk) e la storia del glam rock Polvere di Stelle. Come critico freelance, Reynolds collabora con The Guardian, Pitchfork, London Review of Books e The Wire, e gestisce diversi blog riuniti attorno alla piattaforma Blissblog. Nato a Londra, vive attualmente a Los Angeles, dove insegna nel programma Experimental Pop del California Institute of the Arts.

JULIAN SIRAVO è Co-Director dell'Autonomy Institute, dove guida il programma Night Futures e l'Universal Basic Services (UBS) Hub. Formato come architetto e urban designer, lavora all'intersezione tra politiche urbane, infrastrutture e futuro del lavoro. La sua ricerca esplora come le città possano sostenere nuove forme di organizzazione collettiva — dalle economie notturne e i sistemi di cura ai servizi pubblici e alle infrastrutture del post-lavoro. Prima di lavorare nell'ambito delle politiche pubbliche, ha esercitato la professione sia in studi di architettura commerciali sia in contesti di ricerca.

BRUCE STERLING, autore, giornalista, editor e critico, è nato nel 1954. Noto soprattutto per i suoi dieci romanzi di fantascienza, scrive anche racconti, recensioni di libri, critica di design, editoriali e introduzioni per volumi che spaziano da Ernst Jünger a Jules Verne.

DAVID TOOP sviluppa dal 1970 una pratica che attraversa i confini tra suono, ascolto, musica e materiali. Questa pratica comprende performance di musica improvvisata, scrittura, workshop, suono elettronico, field recording, curatela di mostre, costruzione di strumenti, installazioni di sound art e opera. Il suo lavoro include nove libri molto apprezzati, tra cui Rap Attack (1984), Ocean of Sound (1995), Sinister Resonance (2010), Into the Maelstrom (2016), Flutter Echo (2019), Inflamed Invisible: Writing on Art and Sound 1976–2018 (2019) e Two-Headed Doctor: Listening for Ghosts in Dr. John's Gris-gris (2024). Per un breve periodo, nel 1979, è stato membro del progetto pop di David Cunningham The Flying Lizards. Ha inoltre pubblicato quattordici album solisti, da New and Rediscovered Musical Instruments sull'etichetta Obscure di Brian Eno (1975) e Sound Body sull'etichetta Samadhisound di David Sylvian (2006) fino a Entities Inertias Faint Beings (2016) e Apparition Paintings (ROOM40, 2021). Le sue registrazioni del 1978 sull'Amazonas dedicate allo sciamanesimo e ai rituali degli Yanomami sono state pubblicate dall'etichetta Sub Rosa con il titolo Lost Shadows (2016). Negli ultimi anni ha collaborato, tra gli altri, con Rie Nakajima, Akio Suzuki, Tania Caroline Chen, John Butcher, Ken Ikeda, Elaine Mitchener, Henry Grimes, Sharon Gal, Camille Norment, Sidsel Endresen, Alasdair Roberts, Lucie Stepankova, Fred Frith, Thurston Moore, Ryuichi Sakamoto e Lawrence English. Attualmente lavora in duo – moreskinsound – con la danzatrice butoh Ania Psenitsnikova. Curatore di mostre di sound art tra cui Sonic Boom alla Hayward Gallery (2000), nel 2012 è stata presentata la sua opera Star-shaped Biscuit.

MCKENZIE WARK è nota soprattutto per una serie di libri di teoria critica del XXI secolo, tra cui A Hacker Manifesto, Gamer Theory e Capital Is Dead. Ha inoltre scritto opere che contribuiscono a una storia alternativa del marxismo, tra cui Leaving the Twentieth Century e Molecular Red. I suoi libri di sintesi sulla teoria contemporanea e sui problemi della produzione collaborativa di conoscenza includono General Intellects e Sensoria. Scrive anche in uno stile autoteorico in libri come Dispositions, Philosophy for Spiders, Raving e Love and Money, Sex and Death. È professoressa di media e cultural studies presso un'università di New York.

XING è un'organizzazione culturale basata a Bologna che progetta, cura e organizza eventi, produzioni e pubblicazioni contraddistinti da uno sguardo interdisciplinare intorno ai temi della cultura contemporanea, con una particolare attenzione alle tendenze generazionali legate ai nuovi linguaggi. Dal 2000 Xing ha presentato, prodotto, sostenuto - a livello nazionale e internazionale - oltre 1000 artisti, coinvolgendo partners pubblici e privati, inventando formati anomali e piattaforme esecutive spesso inedite, connesse alle live arts. Tra i progetti che hanno costituito specifici cicli di indagine pluriennale: Netmage International Live Media Festival, F.I.S.Co. Festival Internazionale sullo Spettacolo Contemporaneo, Live Arts Week. Dal 2003 cura un programma continuativo di ricerca nei propri spazi di Raum. Nel 2020 nasce una nuova costola progettuale: Xong collection - dischi d'artista, un'etichetta discografica dedicata a personalità attive nel mondo della performatività. Dal 2021 Xing ha avviato una riflessione sulle prospettive post-pandemiche delle live arts, inaugurando il formato interstiziale e comunitario degli Holes. Nel 2026-27 il progetto FESTA scandisce su scala nazionale un calendario di appuntamenti performativi, propiziatori e non celebrativi.