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RACHEL HOWARD

23 settembre > 18 ottobre 2016
MACRO Testaccio
Padiglione 9B

Con "Paintings of Violence (Why I am not a mere Christian)", installazione composta da dieci dipinti e una scultura l'artista inglese Rachel Howard prosegue la sua ricerca sulla religione, la morte e la violenza, in particolare quella violenza calma, controllata, pianificata.

La scelta del titolo proviene da una lettura del 1927 di Bertrand Russell, appunto "Why I Am Not a Christian", a cui l’artista aggiunge l’aggettivo mere (puro e semplice) dopo aver letto l’opera teologica di C.S. Lewis, "Mere Christianity".

La Howard ha impiegato cinque lunghi anni, dal 2011 al 2016, per portare a compimento questi 10 dipinti, ciascuno dei quali riproduce nelle dimensioni l’altezza dell’artista e l’apertura delle sue braccia. Utilizzando una riga a T, che rievoca un crocifisso, la Howard lavora con mano salda, facendo scorrere sulla superficie pittorica dall’alto verso il basso uno strato di colore rosso sangue, macchiando la luminosa superficie pittorica. Questo processo viene poi ripetuto, inserendo altro colore, facendolo scorrere e tamponadolo. Alla fine l’artista piega gli asciugamani utilizzati per asciugare la riga a T e li sistema su un piedistallo, come testimonianza del lungo processo creativo. “L'essenza di questo lavoro,” spiega Thomas Krens della Fondazione Guggenheim “è la performance: la pittura come danza, movimento, rigore intellettuale ed estrema parsimonia nell'attuazione di un’intensa, ripetitiva, stratificata, disciplinata e infinita differenza gestuale”.

La Howard così descrive Paintings of Violence (Why I am not a mere Christian):“… Non si tratta di un atto violento da baccanale, quanto invece della mano calma e ferma della violenza che agisce su ampia scala. È il danno massimo, attentamente pianificato e portato a termine senza fretta; quindi il lento taglio attraverso il colore a olio cremisi d’alizarina, che fa emergere il colore sottostante, puro e vulnerabile. E poi la ripetizione, tela dopo tela, in modo sempre uguale, ma ogni volta diverso”. L’artista si riferisce ad atti di violenza pianificati in grado di sopraffare chiunque; questi atti di terrore, queste minacce alla stabilità della vita quotidiana, hanno tutti qualcosa in comune. Sono diversi tra loro ma, per certi versi, rimangono sempre gli stessi.

Presenti in mostra anche altre opere della Howard: sono dipinti nuovi, recenti, che riproducono motivi e reticoli. Queste opere esplorano le peculiari qualità della pittura a olio, sfidando le canoniche regole di fruizione legate a questo mezzo di comunicazione così tradizionalmente codificato. Nelle tele più grandi, Symptoms and Side Effects (2016) e Wood for Trees (2016), la Howard analizza il rapporto di continua alternanza tra sfondo e primo piano. L’artista racconta di aver voluto “far emergere l’aspetto decorativo, dare ad esso una vita propria, giocare con motivi e reticoli per suggerire, magari, l’esistenza di un lato immaginario contrapposto ad uno più  reale, prosaico”. Questi dipinti, insieme a quelli con motivi “a griglia”, analizzano i concetti di ordine ed entropia.

Nel 2017 Paintings of Violence (Why I am not a mere Christian) saranno esposti per la prima volta negli Stati Uniti presso il MASS MoCA, Massachusetts, mentre da fine settembre 2016 sarà disponibile una pubblicazione dedicata a queste opere con tavole a colori e testi di Thomas Krens, Louisa Elderton e Will Self.

Tra le più recenti mostre personali dell’artista si ricordano: At Sea, Jerwood Gallery, Hastings (2015); Northern Echo, Blain|Southern, Londra (2014); Folie à Deux, Blain|Southern, Londra (2011); Repetition is Truth, Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina, Napoli (2011); Still Life / Still Here, Rachel Howard, New Paintings, Sala Pelaires, Palma de Mallorca (2011); Human Shrapnel – oil drawings on paper, Other Criteria, Londra (2010); Der Wald, Haunch of Venison, Zurigo (2009); Rachel Howard: invited by Philippa van Loon, Museum van Loon, Amsterdam (2008); How to Disappear Completely, Haunch of Venison, Londra (2008); e Rachel Howard – New Paintings, Gagosian Gallery, Los Angeles (2007); Tightrope, Shaheen Modern and Contemporary Art, Ohio (2002) e Painting 2001, Anne Faggionato, London (2001). Tra le recenti mostre collettive ricordiamo invece: Daydreaming with Stanley Kubrick, Somerset House, London (2016); Summer Exhibition 2016, Royal Academy of Arts, London (2016); Settle Opere per la Misericordia, quarta edizione, a cura di Mario Codognato, Pio Monte della Misericordia, Napoli (2016); Sleepless, Beds in History and Contemporary Art, 21er Haus, Vienna (2015); Invitation to a Beheading, a cura di Rachel Howard, Marianne Boesky, New York (2013); Freedom Not Genius, a cura di Elena Geuna, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino (2012), in tour presso il Multimedia Art Museum, Mosca (2013).

Le opere della Howard sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private, tra cui l’Ackland Art Museum, North Carolina, il Museum van Loon di Amsterdam, la David Roberts Foundation di Londra, la Goss-Michael Foundation di Dallas, l’Olbricht Collection di Berlino e le collezioni Murderme e Hiscox, Londra. L’artista vive e lavora a Londra.


Il catalogo in fascicoli da collezionare, ordinabili cronologicamente o tematicamente
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Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e domenica dalle ore 10 alle 20. Sabato dalle 10 alle 22.
Ingresso libero
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Il MACRO si trova a Roma, nel quartiere Salario-Nomentano, in via Nizza 138. Si può accedere anche da via Reggio Emilia 54.

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